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LIBRO BIANCO SUL WELFARE [del 10/02/2003]


Il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha pubblicato online il Libro Bianco sul Welfare, un documento di 40 pagine che rappresenta la fotografia dello Stato sociale in Italia e che servira' a ridisegnare concretamente il Welfare nel nostro Paese. Queste le priorita' fissate: servizi e giustizia fiscale per le famiglie, sostegno alle poverta' estreme, interventi a favore dei non autosufficienti, maggior tutela e valutazione del mondo dell'handicap e avvio di politiche che consentano di superare il problema demografico.
Sono previsti, inoltre, sostegni ai nuclei familiari con in casa persone non autosufficienti, incentivi alla formazione di nuove famiglie, maggiori deduzioni fiscali per le famiglie con figli, aiuti alle giovani coppie, la defiscalizzazione delle spese di accesso ai servizi del privato sociale ed un ulteriore sviluppo degli asili nido
e di quelli aziendali.

Presentazione*



Il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Roberto Maroni, e il Sottosegretario con delega alle Politiche sociali Grazia Sestini, hanno presentato il 4 febbraio 2003 alle Parti sociali prima, e alla stampa poi, il Libro Bianco sul Welfare, che contiene le linee guida della politica sociale del governo.




Lo scopo del Libro Bianco ? di mettere a punto un quadro di riferimento per realizzare e rinforzare la coesione sociale del Paese.



Le politiche sociali devono oggi fronteggiare domande sempre pi? numerose e differenziate da parte dei cittadini. Una politica sociale realmente moderna non pu? pi? essere quella di un'offerta indifferenziata di prestazioni e servizi (eguali per tutti, su tutto il territorio nazionale). Occorrono misure flessibili, ritagliate sulle esigenze delle comunit? territoriali e gestite con efficienza a livello locale.




Occorre dunque governare imponenti processi di trasformazione che implicano una riforma dell'intero sistema di welfare. Il modello tradizionale di "Welfare State" ha prodotto sviluppo economico e coesione sociale all'interno di mercati aperti caratterizzati per? da forte controllo nazionale. Un modello in crisi irreversibile soprattutto a causa della spesa sociale fuori controllo e della sempre pi? spinta mondializzazione dei mercati.




Nel vecchio modello, le politiche di protezione sociale, come le relazioni industriali, si definivano al centro. A livello nazionale. Oggi invece si impongono rapporti cooperativi tra centro e periferia che puntano a favorire procedure decentrate e programmi-obiettivo.




Straordinari sono i cambiamenti istituzionali in corso. Tanto a livello europeo - come le iniziative del vertice di Lisbona e la Carta dei Diritti Fondamentali - che a livello nazionale, soprattutto in seguito alla modifica del titolo V della Costituzione. Con il risultato di un significativo mutamento nei processi decisionali di formazione degli indirizzi e di allocazione delle risorse.




Una nuova domanda sociale sta emergendo chiaramente, destinata ad influenzare le politiche di domani. Consapevoli che bisogna governare processi di mutamento demografico che incidono sulle strutture di base del nostro Paese, ovvero sulla famiglia, sui modi in cui la solidariet? si esprime e si proietta, sui rapporti tra le generazioni e sulla concreta realt? della cittadinanza.

Questo Libro Bianco ? il naturale proseguimento del Libro Bianco sul Mercato del Lavoro. La valorizzazione delle capacit? lavorative della persona ed il conseguente innalzamento del tasso di occupazione assumono, infatti, un aspetto centrale nei percorsi di inclusione sociale. Cos? come il concetto di societ? attiva ? quello che entrambi questi documenti vogliono promuovere, attraverso profonde riforme strutturali del mercato del lavoro ed una robusta rivisitazione del sistema di Welfare.




Le idee presentate da questo Libro Bianco vanno proiettate sul medio-lungo periodo. In questo contesto, la proposta di varare un'agenda sociale costituisce non solo il riconoscimento della dinamica continua della materia e degli interventi proposti, ma anche della volont? del Governo di procedere secondo scadenze prestabilite, facendo in modo che i risultati siano trasparenti e facilmente verificabili da tutti.



Fonte: Ministero del Lavoro e della Politiche sociali




* Presentazione a cura della redazione Internet di governo.it tratta dal Libro bianco sul welfare.

Dossier del 4 febbraio 2003
2.2.4. Il contributo del non profit
In linea generale, le organizzazioni non-profit operanti nel campo dell'assistenza sociale attivano un totale nelle entrate di oltre 14,5mila miliardi di vecchie lire, di cui poco pi? di un terzo ? di origine pubblica mentre la parte restante (circa 9,5mila miliardi) fornisce un apporto pari a quasi lo 0,5% del PIL. In termini di risorse umane implicate si evidenzia che oltre 150mila persone sono regolarmente occupate; a queste si aggiungono circa mezzo milione di persone che contribuiscono con prestazioni volontarie.
Da parte sua, il volontariato presenta nello stesso anno di riferimento (1999) un'attivazione di risorse di quasi 700 miliardi di vecchie lire, di cui poco pi? della met? provengono da contributi pubblici di varia natura. Esso genera un'occupazione indotta regolare di circa 4.000 lavoratori dipendenti e beneficia della collaborazione di quasi 200mila volontari.
L'esame della presenza a livello regionale di queste due componenti mette in risalto una situazione caratterizzata da grande dispersione nell'intensit? della spesa pro-capite. Le regioni del Mezzogiorno presentano un'intensit? di gran lunga inferiore rispetto a quelle del Nord. Per fare un esempio estremo: due regioni comparabili per dimensione, tradizioni civico-culturali e grado di urbanizzazione quali Lazio e Campania in termini di risorse ed occupazione indotta sono in rapporto di oltre dieci a uno! Anche se la presenza della capitale costituisce per il Lazio un effetto drenante per effetto delle grandi organizzazioni che vi hanno sede, questo squilibrio va imputato a differenze strutturali nel sistema di assistenza.
Ne deriva nel complesso una situazione di scarsa omogeneit? a livello regionale a cui, in aggiunta a quanto detto sull'impegno pubblico nell'attivazione delle reti di servizi, fa riscontro una situazione ancora pi? critica riguardo alla presenza ed all'attivit? del non-profit.


Dossier del 4 febbraio 2003

Per saperne di pi¨: www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/librobianco_welfare/index.html



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