Sia che si tratti di una banale influenza o di un problema di salute un po’ più grave, per tutti noi è d’abitudine ricorrere ad un Sistema Sanitario che, nonostante le sue carenze e i ricorrenti disservizi, ci permette di poter godere del diritto alla salute, considerato fondamentale dal nostra cultura occidentale. Estremamente facile risulta poi, per noi, la reperibilità dei farmaci, un buon numero dei quali dispensati gratuitamente, o quasi.
A volte diventa quasi impossibile immaginare che ci sono altre realtà in altri posti di questo pianeta in cui i diritti fondamentali, fra cui quello della salute, vengono ignorati, dove ogni giorno migliaia di bambini muoiono anche e soprattutto per impossibilità di accesso alle cure mediche, persino a causa di malattie ormai da noi considerate banali come, ad esempio, le infezioni batteriche.
In modo particolare la situazione sanitaria nei paesi africani risulta altamente drammatica, le uniche strutture sanitarie esistenti, gli ospedali civili e i dispensari, sono a pagamento e la maggior parte della popolazione non è in grado di sostenerne le spese.
L’associazione MondoAzzurro, nel corso della sua attività a Dandora, alla periferia di Nairobi, in Kenya, ha avuto modo in varie occasioni di dover prendere atto di questa realtà. Non molto tempo fa, una volontaria Keniana, molto attiva nella nostra struttura, cadendo per strada, si è procurata una frattura, che stava curando solo standosene a casa, senza poter fare una radiografia, visto il suo alto costo equivalente a tre stipendi della donna, solo successivamente, con un aiuto e l’intervento dall’Associazione, ha potuto fare tutte le cure che il caso richiedeva.
Un episodio più significativo riguardante la situazione sanitaria in Kenya è quello riferito dal Presidente di MondoAzzurro Rodolfo Covitti, verificatosi durante una delle sue ultime permanenze presso la casa famiglia di MondoAzzurro, denominata “Villa Teag Children’s Home” in Dandora in Kenia, di sera prima della sua partenza, per il rientro in Italia, si era intrattenuto con i bambini ospiti del centro per salutarli e distribuire loro caramelle e dolciumi da parte dei nostri volontari dall’Italia. Questo era sempre stato un momento di particolare gioia per i bambini, che con molta vivacità tentavano di accaparrarsi dalle mani del presidente quanti più dolciumi possibili. Arrivato vicino ad un bambino dell’età di circa due anni in braccio ad una volontaria, egli si era accorto della totale apatia e mancanza di interesse da parte del piccolo.
La cosa destava sospetti e, dopo un primo accurato controllo, ci si è subito accorti che aveva una febbre altissima causato da un bubbone ormai infetto sul sederino del bambino.
Il Presidente lo ha immediatamente preso con se, conducendolo con il mezzo a sua disposizione, presso uno dispensario medico, un locale sudicio paragonabile più ad un retrobottega di una macelleria degli anni cinquanta, che ad una moderna struttura sanitaria.
Il medico gli somministrava degli antibiotici tramite una iniezione e nel termine di poche ore al bambino si è abbassata la febbre ed è potuto andare incontro alla guarigione.
Senza questo tempestivo intervento probabilmente il bambino non avrebbe superato la notte.
Al Presidente questo è costato solo cinque euro, cifra sicuramente irrisoria per i nostri redditi medi, ma assolutamente impossibile per una famiglia del luogo, alla quale cinque euro rappresentano circa un quarto dello stipendio del capo famiglia.
A tutto questo si deve aggiungere che moltissimi villaggi del Kenia, distano molti chilometri dal più vicino dispensario e che non è facile avere a disposizione un mezzo per arrivarci.
L’Associazione MondoAzzurro, resosi conto dell’importanza per la propria struttura di avere i farmaci a disposizione, decide di attuare il progetto per la realizzazione di un dispensario, cosa fino ad allora inattuabile a causa della mancanza di un medico all’interno della struttura, con la competenza alla distribuzione dei farmaci. Ed è così che nel 2005, l’associazione ha pensato di accollarsi le spese Universitarie e di sostegno, per far si che Mark, un volontario che vive nella casa famiglia e già laureto in filosofia, con ulteriori tre anni di studi, conseguisse anche la laurea in farmacia acquisendo, così, le competenze per la distribuzione dei farmaci, in modo tale che finalmente, sia la casa famiglia che tutta la comunità di Dandora ( Circa quattrocentomila abitanti) avrebbe avuto il suo dispensario e il primo “Farmacista” sul posto.
Nel frattempo l’associazione MondoAzzurro ha iniziato ad allestire e preparare il dispensario, secondo le indicazioni di Mark, nostro futuro Farmacista, rispetto alle attrezzature ed apparecchiature mediche indispensabili per la sua attività, per far si che non appena Mark sarà laureato, potrà subito rendere operativo tale dispensario. Naturalmente tutto quello che sinora si è riusciti a realizzare è dovuto alla buona volontà ed al costante lavoro dei volontari, oltre che agli aiuti dei sostenitori dell’associazione. Inoltre bisogna sottolineare che il lavoro svolto fino ad ora è ben poco rispetto alla futura necessità di mantenere operativo il dispensario. Occorrerà, infatti, che esso sia rifornito della quantità e dalla qualità necessaria di farmaci e medicamenti, oltre le spese di gestione indispensabili, perché la struttura possa essere operativa in modo costante e continuato nel tempo. Saranno nel futuro indispensabili aiuti per il rifornimento dei farmaci e per questo l’associazione si è già attivata per svolgere un’opera di sensibilizzazione ed informazione. In modo particolare risultano di conforto i contributi delle famiglie o dei singoli che personalmente si recano in associazione portando con se scatoloni colmi di farmaci e medicamenti vari.
Ormai sono passati due anni e gli studi di Mark sono ormai quasi completati. Fra meno di un anno avrà conseguito la sua laurea in farmacia e potrà iniziare la sua attività nel dispensario di Dandora, sicuramente con la speranza nel cuore che questo possa diventare un valido punto di riferimento della zona, oltre che una base di partenza per poter in qualche modo dimostrare che anche in Africa qualcosa può cambiare.
Dott.ssa Francesca Chitone
Nella foto: Mark il nostro farmacista con i primi medicinali
e attrezzature ricevuti dalla ns. sede di Torino. |
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